Diastema: come e quando correggerlo con le faccette dentali

Diastema: come e quando correggerlo con le faccette dentali

Avete presente la cosiddetta “finestrella” o “spazietto” tra i denti incisivi? Quella caratteristica che accomuna Madonna, Ornella Muti, Laura Pausini e Elton John?

Ecco, il nome tecnico è diastema, una parola che deriva dal greco e che indica appunto lo spazio che separa due denti vicini tra loro per posizione.

Tipico degli incisivi superiori, il diastema può essere considerato da alcuni una caratteristica simpatica o sexy del sorriso ma si tratta di opinioni soggettive che non mettono per forza tutti d’accordo. In molti casi, infatti, per una persona il diastema può essere motivo di imbarazzo o di disagio nel sorridere e questo, ormai lo sappiamo, può causare problemi di autostima che incidono sui nostri rapporti sociali.

In fase di dentizione decidua, è molto comune che si presentino diastemi perché i denti nei bambini sono più piccoli di quelli definitivi. Con la crescita, tuttavia, nella maggior parte dei casi, gli spazi tra i denti vanno a chiudersi spontaneamente.

Se ciò non succede, le cause possono essere:

  • La dimensione dei denti più piccola rispetto alla grandezza dell’arcata mascellare o mandibolare
  • La presenza di agenesie dentali (cioè denti mai nati)
  • L’ abitudine nell’infanzia a succhiarsi il pollice
  • Negli adulti, lo spostamento dei denti causato dalla malattia parodontale, o per la perdita di alcuni elementi dentari
  • L’ipertrofia del frenulo labiale che impedisce l’avvicinamento dei due incisivi
  • La presenza di cisti dentali follicolari o radicolari
  • Fattori ormonali

La buona notizia è che le soluzioni per risolvere il diastema, laddove questa caratteristica viene vissuta come un problema estetico, ci sono e sono anche molto sicure ed efficaci.

Fortunatamente, infatti, l’odontoiatria negli ultimi decenni ha fatto dei passi da gigante, soprattutto nell’ambito dei materiali, delle protesi, delle procedure e delle tecnologie digitali.

Grazie alle tecniche a loro disposizione, i dentisti non si limitano come un tempo a restaurare i denti cariati, a curare quelli malati o a praticare estrazioni ma possono ottenere grandi miglioramenti estetici tutelando contemporaneamente l’aspetto funzionale.

Oggi l’odontoiatria cerca non solo di conservare i denti sani e funzionali ma anche di migliorare gli elementi dentari per farli apparire belli esteticamente: si parla non a caso di ODONTOIATRIA ESTETICA.

Ed è qui che arriviamo alle FACCETTE DENTALI.

Le faccette dentali o faccette Veneers, sono innovative protesi in ceramica, create su misura, che applicate direttamente sulla superficie esterna del dente vanno a modificarne il colore, la forma, la dimensione o la lunghezza.
Nel caso dei diastemi, le faccette possono risolvere il problema producendo un effetto “riempitivo” che va a dare ai denti una dimensione più grande di quella originaria, eliminando così quello spazio in eccesso tra i denti.

Il vantaggio maggiore delle faccette dentali è che si tratta di una terapia non invasiva, che apporta un miglioramento estetico immediato e che dura a lungo termine (ovviamente rispettando le indicazioni di manutenzione!).

L’applicazione di questi sottilissimi involucri in ceramica richiede infatti nella maggior parte dei casi due sedute perché consta di due fasi:

  • Prima fase: limatura del dente, esecuzione dell’impronta dentale e scelta del colore più adatto per la faccetta
  • Seconda fase: applicazione della faccetta sul/sui dente/i.

 

Va fatta però una precisazione riguardo l’uso delle faccette estetiche per la correzione dei diastemi: non in tutti i casi si può immediatamente prendere questa comoda e risolutiva scorciatoia.

Quando si presentano problemi articolari, problemi di malocclusione e quando soprattutto c’è una discrepanza tra l’arcata e il diametro dei denti, ci può essere bisogno, prima di applicare le faccette estetiche, di armonizzare e ridistribuire correttamente gli spazi con una cura ortodontica.

Terminata la cura ortodontica ogni dente avrà il proprio spazio, la propria giusta sede, la linea del sorriso sarà centrata, ci sarà un corretto rapporto tra arcata superiore e inferiore e allora si potrà concludere l’opera con l’effetto “pulp” delle faccette.

Sì, è vero, le cure ortodontiche sono un cammino più lento ma un bravo dentista deve saper valutare qual è la terapia più giusta per il proprio paziente tenendo in considerazione durante la prima visita tutti i fattori che potranno influenzare il risultato estetico: applicare delle faccette quando gli spazi per i denti sono mal distribuiti, porterà a un risultato estetico inevitabilmente scadente!

 

IL CASO DI GIORGIO

Un caso in cui abbiamo abbinato ortodonzia e odontoiatria estetica è quello di Giorgio, un ragazzo di (anni?) che si era rivolto ai nostri centri per migliorare una dentatura di cui non era soddisfatto e che presentava un diastema (tra gli incisivi?) molto evidente.

La nostra ortodontista, durante la prima visita con Giorgio, ha fatto una valutazione della situazione attraverso l’uso dello scanner orale e degli strumenti digitali di pianificazione che permettono di prevedere lo spostamento dei denti grazie all’apparecchio.

Già in questa sede, la dottoressa Nonni, ha previsto e comunicato al paziente che al termine della cura con Invisalign, ci sarebbe stato bisogno di applicare le faccette per colmare spazi che l’apparecchio non avrebbe potuto chiudere se non penalizzando l’articolazione e l’occlusione.

 

 

A questo punto la dottoressa si è confrontata con il nostro protesista esperto, il dottor Gianluca Agostinelli che ha valutato a sua volta la situazione e confermato la necessità di completare il lavoro con l’applicazione delle faccette estetiche.

Nel caso di Giorgio, infatti, la piccola dimensione dei denti rispetto allo spazio dell’arcata restava un problema non risolvibile con la sola ortodonzia ed è per questo che ortodontista e protesista si sono alleati per dare al giovane paziente il risultato estetico migliore possibile!

 

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